Lettori e nonlettori

20 maggio, 2006

Siamo ad un punto paradossale dove anche per l'editoria è l'offerta che crea la domanda. Ma, a differenza di televisione e pubblicità, nel settore libri c'è un lato positivo. Mi spiego.

I libri scadenti o molto frivoli non tolgono lettori ai libri di buona narrativa. Anzi. I libri scadenti o molto frivoli hanno la possibilità di avvicinare i nonlettori al grande insieme dei lettori. Una persona ha tanti buoni motivi per leggere, e uno solo per non farlo, la mancanza di abitudine. La maggior parte del pubblico di I love shopping, Il Codice da Vinci e Sola come un gambo di sedano sono persone al loro primo contatto con un libro. O forse al secondo, dopo i Promessi Sposi delle medie. Questo permette di avvicinare alla lettura [con qualsiasi lettura] una persona in più. I best sellers ed i libri comici sono una buona esca per le persone più pigre. L'importante è iniziare a far assaggiare il piacere del solleticare l'immaginazione con le parole scritte.

C'è un altro aspetto da considerare. Mentre le grandi case editrici continuano a sfornare schifezze, senza diminuire i costi e perdendo credibilità [vedi Stile Libero di Einaudi, per esempio], le piccole case editrici stanno diventando sempre più numerose, e si stanno aggiudicando lentamente tante piccole fettine di mercato di nicchia.

Credo che questa continua immissione sul mercato di molta spazzatura da parte dei colossi editoriali possa ottenere l'effetto contrario sui già lettori che si stanno sparpaglino sempre di più attorno ai piccoli e medi editori, che per sopravvivere sono più attenti a specializzarsi con prodotti di alta qualità.

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4 Risposte to “Lettori e nonlettori”

  1. Gianluca Says:

    La mia prof delle medie aveva adottato una tecnica simile.
    Sin da piccolo ho fatto fatica a leggere, leggevo quasi nulla, pocchissimo. Però c’è stato un periodo, durante le vacanze, che la nostra prof ci ha dato una serie di libri da leggere a scelta. Tra questi c’era “Le meraviglie del possibile”, una serie di racconti di fantascienza bellissimi. Da allora, ho iniziato ad appassiornami alla lettura. Solo però del genere fantascienza e racconti brevi. Penso che diventare lettore non sia così facile per chi legge pochissimo, occorre accattivare e interessare. E’ anche importante lo stile di scrittura. Io, ancora adesso, non riesco a leggere i Promessi Sposi, è un linguaggio “distante” da me. “Marcovaldo” invece, mi piace e mi diverte.

  2. marco Says:

    ne sono convinto anche io..

  3. dierre Says:

    > Io, ancora adesso, non riesco a leggere i Promessi Sposi, è un
    > linguaggio “distante” da me. “Marcovaldo” invece, mi piace e mi
    > diverte.

    O forse semplicemente I Promessi Sposi non ti piacciono. Certo, sono un classico della letteratura, ma cosa sono i classici se non soltanto qualcosa che piace a molti e per molto tempo? A molti, non necessariamente a tutti.

    Un po’ come le polpette al sugo della nonna: piacciono a molti bambini, ma non necessariamente devono piacere a tutti. E sicuramente non è che coloro ai quali non piacciono hanno un gusto meno educato.

  4. Gianluca Says:

    > O forse semplicemente I Promessi Sposi non ti piacciono

    Può essere … se è così sono incoraggiato.

    :)


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