La cotoletta.

25 aprile, 2006

Esercizio di CopyWriting per le vacanze. Scrivere una piccola lettera di 120-160 parole su un cibo, cercando di far venire l'aquolina in bocca al lettore. Consiglio: scrivere prima di mangiare. [Matteo qui ha la sua versione estesa]

Caro amore,
tu mi conosci, non sono facile. Conservo me stessa in poche regole sicure. Sai le mie abitudini a tavola. Solo cibo sano, leggero, pesato.
Non so dirti quindi cosa mi abbia spinta ieri sera a farmi stringere questo patto segreto tra anima e fegato, e ancora non so cosa pensare di me.
Una milanese tiepida, in un pacchettino di stagnola. Una cotoletta si, unta, fritta, impanata, bollente. Tenerissima. La doratura sottilmente ruvida, cedevole su una carne di burro.
L'ho mangiata per la strada. Non più di dieci morsi. Così. I colori dei sapori concentrati in ogni morso. La scivolata d'uovo sbattuto giallo tra i solchi della fettina. Il pane grattugiato, l'olio di fuoco arrabbiato. La mia lingua tremante.
Ne ho comprata una anche per te, oggi. Una foglia, una sola foglia di insalata potrebbe alterare quest'alchimia perfetta, ma mai conterrebbe il nostro amore. Non potrebbe tollerare questa frittura grassa e bollente.
Io parto.
Il limone, se lo cerchi, l'ho lasciato nel frigo.

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